L’EPPO apre un’indagine amministrativa su possibili illeciti commessi da un procuratore europeo Bulgaro

L’EPPO apre un’indagine amministrativa su possibili illeciti commessi da un procuratore europeo Bulgaro. Il 26 marzo 2025, la Procura Europea (EPPO) ha annunciato l’apertura di un’indagine amministrativa su un procuratore europeo di nazionalità bulgara. La decisione è stata presa dal collegio dell’EPPO, e il Procuratore Capo ha prontamente informato il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’UE e la Commissione Europea. L’indagine riguarda possibili irregolarità commesse dal procuratore nell’ambito di un’inchiesta in corso condotta dallo stesso EPPO. La valutazione di questa vicenda, soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza del procuratore coinvolto, è ora nelle mani del Parlamento Europeo, del Consiglio dell’UE e della Commissione Europea. È importante ricordare che i procuratori europei vengono nominati dal Consiglio dell’UE e che l’indipendenza è un requisito fondamentale sia al momento della loro nomina sia durante l’intero mandato. Proprio su questo principio l’EPPO ha voluto ribadire la sua posizione con una dichiarazione ufficiale: “L’indipendenza di tutti i nostri procuratori è uno dei valori fondamentali dell’EPPO, ed è essenziale per l’adempimento della nostra missione.” L’indagine in corso punta quindi a fare piena luce sulla vicenda, nel rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità che guidano il lavoro dell’EPPO. Condividi: Articoli Recenti
Report EPPO 2024 – Visualizza & Scarica

Evento a Milano: 6 Marzo 2025 – PRONUNCE DELLA CGUE CHE HANNO CAMBIATO LA VITA DEGLI ITALIANI

🇪🇺 PRONUNCE DELLA CGUE CHE HANNO CAMBIATO LA VITA DEGLI ITALIANI https://www.youtube.com/watch?v=lTkndwZ9t94 6 marzo 2025, ore 14,30 – 17,30 – Sala Gualdoni – Palazzo di giustizia di Milano – 3CF per avvocati (anche webinar per gli avvocati fuori foro). • Due tavole rotonde tra autorevoli esperti della materia, che rappresentano prospettive nettamente differenti, per cui si prospetta un confronto intrigante. 1. Ordinamento giudiziario e deontologia (capitolo 8 – pag. 219 libro):8.1. I criteri di legittimità di un sistema disciplinare dei magistrati.(Sentenza della CGUE dell’11 maggio 2023 emessa nella causa C-817/21). • INTERVENGONO: 15:00 – 16:00 1. ANDREA REALE (Autore del capitolo I magistrato I giudice penale I membro direttivo centrale ANM I rappresentante “Articolo Centouno”); 2. LUCA PONIZ (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di appello di Milano I ex Presidente ANM); 3. VALENTINA ALBERTA (Presidente Camera penale di Milano). (Il quarto partecipante sarà svelato solo all’evento). 2. DIRITTO PENALE (capitolo 4 – PAG. 170 libro):4.3. Il controllo giurisdizionale sulle misure investigative transfrontaliere.(Sentenza della CGUE – Grande Sezione – del 21 dicembre 2023 emessa nella causa C-281/22). • INTERVENGONO: 16:10 – 17:15 1. GIANLUCA PIPITONE (Avvicato a Trapani I Presidente Osservatorio EPPO); 2. LUCA DE MATTEIS (Capo Ufficio legale ad interim presso European Public Prosecutor’s Office); 3. ALESSANDRO MAZZONE (Avvocato penalista del Foro di Milano I Milano). – CONCLUDE: 17:15 – 17:30 1. LUCA MARINI (Magistrato I Presidente GIP Venezia I Già Presidente Sezione Penale Tribunale di Ferrara I PM e Giudice a Venezia I Già componente Commissione Nordio per la riforma del Codice penale I In pensione dal 2024). • SALUTI ISTITUZIONALI: 1. ANTONINO LA LUMIA*(Presidente Ordine degli avvocati di Milano);2. FABIO ROIA (Presidente Tribunale di Milano);2. FRANCESCA NANNI (Procuratore Generale presso la Corte di Appello);3. MARGHERITA KÒSA* (Avvocato a Milano I Presidente Professionisti del diritto);4. LINO ORRICO (Presidente Movimento forense Milano). • MODERANO: 1. RICCARDO RADI (Avvocato penalista a Roma I Coordinatore Dip. penale Professionisti del diritto I Blogger I Consulente giuridico associazione Errori Giudiziari ); 2. MATTEO DE MEO (Avvocato penalista del Foro di Vicenza I Vicepresidente Osservatorio EPPO I Membro Professionisti del diritto). • INTRODUCONO: 1. VALENTINO VECCHI (Dottore commercialista a Napoli I Consigliere Professionisti del diritto); 2. EDOARDO FERRAGINA (Avvocato a Viareggio I Curatore del libro I Consigliere Professionisti del diritto); 3. ALESSANDRO GARGIULO (Avvocato a Napoli I Vicepresidente Movimento forense). Condividi: Articoli Recenti
Tesseramento EPPO Observatory 2025

Maxi frode fiscale da 1,3 miliardi: la Procura Europea smantella rete criminale internazionale. Meloni: ‘eccellente operazione della Guardia di Finanza’

Maxi Frode Fiscale da 1,3 Miliardi: La Procura Europea Smantella Rete Criminale Internazionale. Meloni: ‘Eccellente Operazione della Guardia di Finanza’ Maxi Frode fiscale transnazionale da 1, 3 miliari di euro scoperta dalla Procura Europea di Palermo: il Governo Italiano plaude il lavoro di EPPO. Giorgia Meloni: “Desidero esprimere il mio apprezzamento e ringraziamento alla Guardia di Finanza per l’eccellente operazione condotta contro una vasta frode all’IVA, estesa su diversi Stati dell’Unione Europea. Questo successo conferma la dedizione delle Fiamme Gialle e il fermo impegno del Governo nel contrastare l’evasione, una delle nostre massime priorità”. Ancora un’altra gigantesca indagine della Procura Europea metterebbe in luce una complessa frode, posta in essere attraverso schemi di evasione Iva, noti come frodi carosello, nel commercio di prodotti informatici e elettronici, attraverso l’utilizzo di 269 società fantasma, tra cui imprese situate in Olanda, Lussemburgo, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Romania, per un valore complessivo di fatture false emesse nel periodo 2022-2023 pari ad euro 1,3 miliari di euro. I numeri dell’indagine sono senza precedenti: 47 misure restrittive, 34 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 4 interdittive, sequestrati beni per un valore complessivo di € 520 milioni, 160 perquisizioni in 30 province Italiane. Mafia e camorra hanno partecipato attivamente a questo schema, investendo i profitti delle frodi in altre attività illecite e riciclando il denaro attraverso operazioni immobiliari e altri settori economici: tra gli esponenti coinvolti Tony Lo Manto, vicino ai clan di Brancaccio, che, intravedendo gli enormi guadagni del business, ne sono entrati a far parte fornendo provviste finanziarie e riciclando così il denaro sporco intascato con altre attività criminali. Condividi: Articoli Recenti Contattaci
La lotta europea al riciclaggio: in Italia ce ne siamo accorti?

La lotta europea al riciclaggio: in Italia ce ne siamo accorti? L’AMLA, Anti Money Laundering Authority, è l’Autorità Europea per la lotta al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo istituita con il recente Regolamento 1620/2024 del 31/5/2024 nell’ambito di un pacchetto di interventi di ampio respiro in materia attuato con la direttiva 1640/2024, relativa ai meccanismi che gli Stati Membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e con il Regolamento 1624/2024 relativo alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario ai fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo . Si tratta di un nuovo, rilevante attore nel panorama europeo destinato ad operare a stretto contatto con la Procura Europea (EPPO) che, a dispetto dell’impatto che potrà avere nel c.d. penale finanziario, pare tuttavia passato paradossalmente in sordina, tenuto conto di quanto poco se ne è sinora discusso, quantomeno in Italia. La stessa creazione di tale Autorità dà la misura di come l’Unione Europea stia premendo sull’acceleratore della tutela dei propri interessi finanziari dai fenomeni di riciclaggio, tutela già affidata ad uno specifico mandato dell’EPPO a radicare la propria competenza ad indagare in materia (cfr. art. 4 della c.d. Direttiva PIF); ulteriormente rafforzata dall’istituzione – in seno ad essa, dal 2022 – dell’ARMLAB, vale a dire del Comitato consultivo per il recupero dei beni e in materia di riciclaggio, e soprattutto – nel 2015 – dall’istituzione delle FIU, Unità di Informazione Finanziaria indipendenti che operano a livello nazionale per raccogliersi ed analizzare le segnalazioni da parte dei soggetti obbligati relativamente a transazioni sospette, nonché dei dati trasmessigli dalle Autorità di Vigilanza (vd. La Banca d’Italia). L’AMLA si inserisce, pertanto, a chiusura di questo sistema di controllo, effettuando una supervisione diretta su enti creditizi e finanziari che operano in settori ad alto rischio ed indiretta – ma particolarmente incisiva – sulle attività delle Autorità di Vigilanza nazionali, potendo contare su di un variegato armamentario fatto di poteri decisionali vincolanti, di indirizzo ed ispettivi; possibilità di emanare sanzioni amministrative; possibilità di avvalersi del braccio operativo delle FIU nonché di un intenso coordinamento/ scambio di informazioni proprio con la EPPO. Di particolare interesse, il compito affidato all’AMLA di curare una banca dati aggiornata contenente tutta una serie informazioni finanziarie che avrà recepito per metterle a disposizione, in via riservata, alle autorità di vigilanza e ad altre autorità nazionali ed internazionali che operano nel settore finanziario. Con che risvolti, è ancora tutto da stabilire: specie a considerare che tali informazioni possono includere, addirittura, anche solo dei sospetti che siano state compiute operazioni di riciclaggio o che sia stato commesso un tale reato o che esista un maggiore rischio a tale riguardo in relazione ad un soggetto obbligato (cfr. art. 11 n.4, 2°co., del Regolamento AMLA) e che di esse, proprio perché rese in via riservata, non è dato ancora comprendere quale uso si possa/ non si possa fare. Altro aspetto problematico all’orizzonte è quello relativo a possibili sovrapposizioni tra le sanzioni irrogate da parte dell’AMLA e le sanzioni penali comminate all’esito di processi penali per gli stesi fatti. Le sanzioni AMLA potrebbero infatti essere considerate afflittive ai sensi della giurisprudenza Engel della CEDU e dunque porsi in rapporto di ne bis in idem con quelle giudiziarie, tanto più che i procedimenti penali correlativi potrebbero addirittura avere la loro scaturigine proprio nelle medesime informazioni recepite ed analizzate (con quale possibilità di approfondimento d’indagine, è tutto ancora da capire) dall’AMLA stessa, stante lo specifico obbligo che incombe in capo a quest’ultima di riferire alla EPPO qualsiasi condotta criminosa in relazione alla quale essa potrebbe esercitare la propria competenza (cfr. considerando 48 del Regolamento AMLA). In conclusione, l’AMLA – specie in coordinamento con la EPPO e le FIU – si prospetta come un potente strumento nella lotta ai sistemi di criminalità finanziaria che attentino al bilancio UE, finalizzata ad operare secondo il classico metodo-Falcone “follow the money”. Numerose le incertezze operative che come sempre si prospettano in casi del genere: evidente che a tale pacchetto europeo dovranno seguire le opportune norme di coordinamento interne ai paesi membri; certo è che l’Italia dovrà farci i conti molto presto, trovandosi al centro del mirino in quanto prima per danni al bilancio dell’Unione, peraltro anche in ragione del fatto che le frodi ai fondi UE paiono essere diventati il nuovo core-business del crimine organizzato. Non è certo un caso, a tal proposito, che sia in corso un progressivo, per certi versi inevitabile rafforzamento della cooperazione tra la EPPO e la DDA sicché sarà bene che gli operatori del diritto – avvocati in primis – si attrezzino per tempo ad operare in un contesto sempre più complesso, i cui confini travalicano ampiamente il proprio foro non solo territoriale ma nazionale. Irene Lepre Condividi: Articoli Recenti
La criminalità organizzata minaccia il bilancio UE: le indagini della Procura Europea a Trapani lo confermano.

Laura Kovesi: “La criminalità organizzata minaccia il bilancio UE”. Le indagini della Procura Europea a Trapani lo confermano. L’indagine della Procura Europea di Palermo ha portato a 14 misure cautelari personali, per un danno stimato di circa 8,7 milioni di euro 24 indagati, 14 misure cautelari personali, 8 milioni di euro circa di sequestro preventivo e 1 milione di euro sequestrati. Sono questi i numeri dell’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza trapanese sotto la direzione della Procura Europea di Palermo che avrebbe consentito di disvelare la commissione di plurimi delitti di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, malversazione e condotte di riciclaggio e auto-riciclaggio ai danni degli interessi finanziari dell’UE. La criminalità organizzata rappresenta una minaccia crescente e pervasiva anche per le finanze dell’Unione Europea. Lo ha dichiarato recentemente la Procuratrice Capo dell’Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo (EPPO), Laura Kovesi, durante un’audizione presso la Commissione Europea. La sua analisi ha sottolineato un dato allarmante: l’impatto economico delle attività illecite sul bilancio dell’UE è “stratosferico”, con frodi che colpiscono in particolare i fondi europei. Queste parole trovano riscontro concreto nell’operazione condotta dalla Procura Europea di Palermo, che avrebbe portato alla luce un vasto sistema di truffe e corruzione in Sicilia. L’indagine, condotta con il supporto del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani, ha rivelato un danno potenziale al Fondo Sociale Europeo 2014-2020 stimato in circa 8,7 milioni di euro. Un colpo alle finanze dell’UE Le parole della Kovesi sono emblematiche: “I danni economici causati alla UE da attività illecite legate alla criminalità organizzata sono descritti come stratosferici.” Questi numeri si riflettono nei dati dell’indagine siciliana, dove 24 persone risultano indagate per gravi reati tra cui truffa aggravata, corruzione, riciclaggio e auto-riciclaggio. Le accuse evidenziano come i fondi europei, destinati allo sviluppo sociale e formativo della regione, sarebbero stati dirottati a favore di interessi privati e criminali. Le misure cautelari emesse e i sequestri preventivi di circa 9 milioni di euro rappresentano una prima risposta concreta al tentativo di bloccare queste condotte illecite, ma il caso siciliano è solo la punta dell’iceberg. Un bilancio allarmante per l’UE Il Rapporto Annuale EPPO 2023, pubblicato il 1° marzo 2024, ha evidenziato l’enorme impatto finanziario delle attività illecite sul bilancio dell’Unione Europea. Con 1.927 indagini aperte e un danno stimato di oltre 192 miliardi di euro, l’UE deve affrontare una sfida cruciale nella protezione dei propri fondi. In questo contesto, l’indagine siciliana rappresenta un esempio di come la criminalità organizzata possa infiltrarsi in programmi di finanziamento comunitari, danneggiando lo sviluppo economico e sociale. Le parole della Kovesi non lasciano spazio a dubbi: “La criminalità organizzata non conosce confini e minaccia la stabilità economica dell’Unione.” Il caso di Trapani, con il suo sistema ben orchestrato di truffe e corruzione, ne sarebbe una dimostrazione concreta e allarmante. Condividi: Articoli Recenti
Criminalità Organizzata e Danni al Bilancio UE: Il Ruolo Cruciale dell’EPPO

Criminalità Organizzata e Danni al Bilancio UE: Il Ruolo Cruciale dell’EPPO Il 30 settembre, la procuratrice capo dell’EPPO (Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo) è stata ascoltata presso la Commissione Europea, evidenziando una preoccupante realtà: la criminalità organizzata rappresenta una minaccia sempre più pervasiva anche per il bilancio dell’Unione Europea. Durante l’audizione, è stato rivelato un dato impressionante: i danni economici causati alla UE da attività illecite legate alla criminalità organizzata sono descritti come “stratosferici”. Questo termine non solo trasmette l’enormità del problema, ma richiama anche l’urgenza di rafforzare la capacità dell’Europa di difendersi. L’EPPO: Un Nuovo Arbitro Nella Lotta alla Criminalità Organizzata L’EPPO, istituito nel 2021 per indagare e perseguire reati che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione Europea, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella difesa delle finanze europee. Inizialmente focalizzato su frodi fiscali, corruzione e riciclaggio di denaro, l’ufficio si trova ora ad affrontare minacce ancor più complesse. La criminalità organizzata, con la sua struttura transnazionale, riesce a sfruttare le differenze giuridiche e fiscali tra gli stati membri, rendendo più difficili le indagini condotte dalle singole giurisdizioni nazionali. L’EPPO, come istituzione sovranazionale, ha quindi una marcia in più. Grazie ai suoi poteri di indagine che si estendono oltre i confini nazionali, è in grado di agire rapidamente e con efficacia contro crimini che minano la stabilità economica dell’Unione. Tuttavia, il volume dei danni economici dichiarato dalla procuratrice capo sottolinea quanto sia necessario potenziare ulteriormente le capacità operative dell’EPPO. Un Danno Non Solo Economico, ma Sociale La criminalità organizzata non infligge danni solo al bilancio dell’Unione Europea, ma priva tutti i cittadini europei di risorse cruciali. Ogni euro sottratto con frodi, evasione fiscale o altre attività illecite è un euro in meno per la sanità, l’istruzione e lo sviluppo economico. In un’epoca di sfide globali, dal cambiamento climatico alla ripresa post-pandemica, l’UE ha bisogno di risorse più che mai, e ogni perdita indebolisce la sua capacità di far fronte a queste emergenze. Il termine “stratosferico” usato per descrivere i danni economici deve quindi essere letto come un monito, un segnale di allarme. La criminalità organizzata, lungi dall’essere un fenomeno locale o marginale, è ormai un problema di portata globale che richiede risposte coordinate a livello europeo. Rafforzare la Trasparenza e la Cooperazione Uno degli aspetti chiave emersi durante l’audizione è la necessità di rafforzare la trasparenza e la responsabilità nella gestione delle risorse europee. La criminalità organizzata prospera spesso in contesti opachi, dove la mancanza di controlli e la corruzione creano le condizioni ideali per il proliferare delle attività illecite. In questo senso, l’EPPO si pone non solo come ente di repressione, ma anche come garante di maggiore trasparenza nelle operazioni finanziarie e amministrative dell’UE. Per garantire che l’EPPO possa svolgere appieno il proprio mandato, sarà necessario investire ulteriormente in risorse e strumenti investigativi, nonché promuovere una cooperazione più stretta tra le autorità nazionali e l’ufficio europeo. Il successo dell’EPPO dipende dalla volontà politica di tutti gli stati membri di fornire il sostegno necessario per contrastare efficacemente la criminalità organizzata. In sintesi La dichiarazione della procuratrice capo dell’EPPO del 30 settembre rappresenta una svolta importante: la criminalità organizzata non è più un problema esclusivamente nazionale, ma un fenomeno che richiede risposte coordinate a livello europeo. I danni economici inflitti al bilancio dell’UE devono essere affrontati con urgenza, non solo per proteggere le risorse europee, ma anche per tutelare il benessere dei cittadini dell’Unione. L’EPPO, con il suo mandato ampliato, può essere lo strumento giusto per contrastare queste minacce. Tuttavia, il suo successo dipenderà dalla capacità degli stati membri e delle istituzioni europee di lavorare insieme, promuovendo una cultura della legalità e della trasparenza. È necessario che la dichiarazione della procuratrice capo non rimanga solo un avvertimento, ma diventi il punto di partenza per un’azione decisa e coordinata. Condividi: Articoli Recenti
Nominati i membri dell’associazione “Osservatorio Procura Europea”

Nominati i membri dell’associazione “Osservatorio Procura Europea” a breve saranno apertele iscrizioni. Nominati i membri dell’associazione “Osservatorio Procura Europea” a breve saranno apertele iscrizioni. Nominati i membri dell’associazione “Osservatorio Procura Europea”: a breve saranno aperte le iscrizioni. Il 21 agosto presso il Tribunale di Catania si è insediato il nuovo Direttivo dell’Osservatorio Italiano sulla Procura Europea (Eppo Observatory) risultando così composto: Avv. Gianluca Pipitone: Presidente Avv.ti Francesco Leone e Matteo De Meo: Vicepresidenti Avv. Marco Pasquale Marchese: Segretario e Tesoriere Avv. Sonia Sommacal: Ambassador Tra gli obiettivi che si pone l’associazione vi sono lo studio, la ricerca scientifica e la promozionedelle questioni giuridiche che riguardano EPPO e il Diritto penale europeo, anche organizzando, atale scopo, tavoli tecnici, incontri, eventi culturali, collaborazioni con istituzioni, Enti Pubblici eprivati, universitari e non; la promozione del profilo professionale, la formazione e l’aggiornamento specialistico dei propri membri e di giuristi nelle aree giuridiche di riferimento; la sensibilizzazione della società civile sulle tematiche della giustizia, della transizione digitale eambientale, e del ruolo del professionista legale; lo studio e la ricerca nella progettazione normativa, al fine di promuovere le riforme nell’ambito del Diritto penale europeo, con particolare attenzione a EPPO, curando rapporti con le istituzioninazionali ed europee, oltreché con le altre associazioni che operano nel medesimo settore; la diffusione e la divulgazione delle normative europee – degli organismi dell’Unione Europea,della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e della Corte Europea dei diritti umani – e della Corte Penale Internazionale e del diritto convenzionale in generale; il monitoraggio e l’osservazione e studio degli orientamenti dei giudici di merito e di legittimità,nazionali, europei ed internazionali, in materia di diritto penale europeo e di EPPO. “Le notizie sulle maxi indagini di EPPO sono ormai all’ordine del giorno e questo perché dal 1giugno 2021 si è inaugurato un nuovo corso del processo di integrazione europeo in materia di giustizia penale. La creazione di uno spazio comune europeo all’interno del quale garantiresicurezza, giustizia e libertà sono tra gli obiettivi primari dell’UE, la quale ha ben compreso chenon erano più sufficienti -per contrastare il crimine transnazionale- utilizzare i normali strumenti di cooperazione in materia di giustizia. Dal lato dell’avvocatura EPPO rappresenta un reale“punto di svolta” rispetto al quale bisogna pensare davvero alla necessità di formarsi nelpresupposto che gestire un caso EPPO rappresenti davvero una sfida nuova la quale senza attentostudio difficilmente può essere vinta. Con EPPO nasce anche una nuova figura di avvocato penalista europeo” Pres. Avv. Pipitone Condividi: Articoli Recenti
La Svezia Entra nella Procura Europea

La Svezia Entra nella Procura Europea Il 16 luglio 2024, la Commissione Europea ha adottato la Decisione (UE) 2024/1952 che conferma la partecipazione della Svezia alla cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura Europea (EPPO). Questa decisione segna un passo significativo verso il rafforzamento della giustizia penale nell’Unione Europea, estendendo la competenza dell’EPPO al territorio svedese. La Svezia ha notificato la sua intenzione di partecipare alla cooperazione rafforzata con una lettera inviata alla Commissione il 5 giugno 2024. La cooperazione rafforzata, già avviata da numerosi Stati membri, mira a combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE, tra cui frodi, corruzione e riciclaggio di denaro. Confermata la Partecipazione della Svezia alla Cooperazione Rafforzata sull’EPPO per Combattere i Crimini Finanziari L’inclusione della Svezia nella cooperazione rafforzata richiede la nomina di un procuratore europeo svedese, il quale avrà il compito di avviare e coordinare indagini e procedimenti penali transfrontalieri. La decisione prevede che il regolamento (UE) 2017/1939, che disciplina il funzionamento dell’EPPO, si applichi in Svezia immediatamente dopo la sua entrata in vigore. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di questa espansione per garantire una più efficace protezione dei fondi dell’UE e una maggiore collaborazione tra gli Stati membri nella lotta contro i crimini finanziari. La partecipazione della Svezia è vista come un rafforzamento della fiducia e della cooperazione tra i paesi dell’UE. Con questa decisione, l’EPPO continuerà a consolidare il proprio ruolo come organismo centrale nella tutela degli interessi finanziari dell’Unione, promuovendo un approccio coordinato e integrato nella giustizia penale europea. Condividi: Articoli Recenti